Buffer management
All’interno di un router abbiamo:
- buffer in ingresso: controlla le destinazioni, e inserisce i pacchetti dentro la coda di uscita, i pacchetti sono contenuti dentro dei frame
- buffer in uscita: ???
IPv4
Un indirizzo IP ha un valore gerarchico, ci aiuta già a sapere come arrivare a destinazione, un indirizzo IP quindi è un codice associato ad un dispositivo. Esistono diverse classi di indirizzi
Gli indirizzi IP a livello rete hanno una struttura gerarchica, a livello più basso parliamo di una struttura flat (il mac address non cambia mai, l’ip si - continuamente).
All’interno di una rete la prima parte di un indirizzo IP è flat - resta la stessa, la restante parte è gerarchica (dinamica)
Esistono degli indirizzi IP speciali:
- 0.0.0.0: questo host
- 255.255.255.255: indirizzo di broadcast
- 127.0.0.0 - 127.255.255.255: indirizzi di loopback (vengono utilizzati per quando la macchina parla con se stessa)
- 10.0.0.0 - 10.255.255.255: sono indirizzi IP privati, vengono usati all’interno delle reti locali. (questi sono quelli privati della classe B, esistono per ogni classe)
Con il passare del tempo si pensa alla spaziatura variabile, ovvero non usare la divisione (indirizzi per la rete - indirizzi per l’indirazzmento) delle classi predefinite, con la spaziatura variabile è il tecnico a decidere quanti bit usare per indirizzi e quanti per la rete, da qui nasce la subnet-mask
Subnet mask
La maschera di rete con la notazione \X ci indica il primi x bit dedicati alla rete (32-x saranno quelli riservati agli indirizzi)
